capitolo 8


Quella notte non chiusi occhio. Continuavo a rigirarmi nel letto; le immagini della lotta nel bosco dei fratelli Danan si ripetevano incessantemente davanti ai miei occhi. Quando presi finalmente sonno era già mattina; le prime luci dell’alba, amplificate dal riverbero della neve, filtravano dalla finestra rischiarando la mia camera. Riuscii a dormire solo un paio d’ore, mi tirai su dal letto che erano le 7,15. In casa Stewart regnava il silenzio tipico della domenica mattina, dormivano ancora tutti profondamente. Ero decisa a crogiolarmi nel letto ancora qualche minuto quando il mio sguardo cadde accidentalmente sulla macchina fotografica che sbucava dalla tasca del mio giubbotto.

capitolo 7

Sabato mattina; anche se non era giorno di scuola mi svegliai inspiegabilmente presto. Avevo passato la notte in bianco valutando le possibilità di approccio con Brian. Prima o poi avrei dovuto affrontarlo, era chiaro, ma quel ragazzo mi inquietava, mi faceva sentire a disagio. Avevo paura di fare o dire la cosa sbagliata, di apparire goffa o imbranata davanti ai suoi occhi. Non avevo mai sofferto di questo genere di insicurezze in passato, e mi infastidiva molto non sentirmi all’altezza della situazione.
Mi sedetti sul letto stropicciandomi gli occhi assonnati, c’era qualcosa di nuovo nella mia stanza. Mi ci volle qualche secondo per mettere a fuoco la situazione; feci un grosso sbadiglio affondando la faccia sul cuscino e finalmente trovai la forza di aprire gli occhi. La luce era strana, diversa, allungai il collo per guardare oltre al davanzale della finestra e fu così che mi accorsi del miracolo.


capitolo 6

Ben presto arrivò anche il primo giorno di scuola. Ero molto emozionata, a tratti ansiosa, ma fortunatamente Lily mi aveva già ampiamente introdotta nell’ambiente. La piccola scuola si dimostrò ospitale fin da subito e i rapporti con gli altri studenti, grazie al meticoloso lavoro di public relations svolto da Lily, facili da gestire.
Avevo conosciuto gli amici più intimi di Lily, tutti sophomore, tutti di un anno più giovani di me;
riuscivamo a scambiare due parole tra una lezione e l'altra quando ci incrociavamo nei corridoi, oppure nella caffetteria della scuola durante la pausa pranzo, ma per il resto della giornata ero praticamente sola.

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