capitolo 13


Durante il resto della settimana, nonostante il mio impegno, non avvistai Brian neppure in sala mensa; mi capitò di incrociare Jago e Glenda qualche volta ma di Brian non vi era traccia. Era scomparso, evaporato, lasciando un'inspiegabile vuoto nelle mie giornate.

 

capitolo 12


Fu un altro week-end interminabile. Rimasi nella mia stanza, inchiodata davanti al computer, con la testa piena di brulicanti questioni irrisolte. Cercai di ingannare il tempo aggiornando la mia corrispondenza; ne approfittai per rispondere a qualche email e per stendere il solito resoconto settimanale a mio padre.

capitolo 11


La settimana trascorse lentamente; il tempo sembrava un'entità malleabile e indefinita. Quello che era accaduto durante l'ultimo incontro con Brian mi aveva talmente scossa che temevo gli effetti di un nuovo confronto e non sentivo alcun desiderio di rivederlo.
Tentavo con tutte le mie forze di allontanare quel ricordo dai miei pensieri e la compagnia di Leo e del suo gruppo di amici si dimostrò un ottimo diversivo. Mi schernivano continuamente per la mia ormai rinomata scontrosità e per i miei inseparabili occhiali a specchio, ma si dimostrarono aperti e disponibili, impegnandosi a farmi ridere a turno in una sorta di ridicola competizione.
L’unico che manifestava distacco e indifferenza nei miei confronti era Ian, il piccolo di casa Danan. Talvolta coglievo il suo sguardo sprezzante in mezzo al gruppo, sembrava che avesse subito chissà quale torto e che nutrisse un profondo rancore nei miei confronti, ma mi ero imposta di non lasciarmi condizionare da nessuno, tanto meno dall'incomprensibile quanto ingiustificato livore che leggevo nei suoi occhi. Forse non c’era nessuna compatibilità tra me e i Danan, continuavo a rimuginare, nessuna misteriosa alchimia.

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